Psicoterapia Cognitiva

La Psicoterapia cognitiva si prefigge due obiettivi principali:

1. Riconoscere i pensieri che accompagnano le emozioni aumentandone l’autoconsapevolezza

2. Cercare strategie alternative più efficaci per gestire la sofferenza

Alcune volte le convinzioni che abbiamo su noi stessi, sugli altri o sul mondo possono essere disfunzionali, cioè possono distorcere la realtà delle cose, attivarsi in modo rigido indipendentemente dai contesti, generare pensieri automatici negativi che producono sofferenza. Il modello cognitivo ipotizza che il pensiero distorto e disfunzionale sia comune a tutti i disturbi psicologici e che sia il responsabile del protrarsi delle emozioni dolorose e della sintomatologia del paziente.

In alcuni casi, infatti, il pensiero distorto e disfunzionale può portare allo sviluppo di circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo. Ad esempio, una persona con depressione può pensare di sé: “sono un fallito!” (pensiero) e provare uno stato di tristezza (emozione); a sua volta, la tristezza porta all’apatia e alla passività nel comportamento, che possono essere interpretate dal soggetto come un ulteriore prova del proprio fallimento personale, in altre parole la persona potrebbe pensare di sé “sto qui senza fare niente, sono proprio un fallito!” (pensiero); tale interpretazione può generare altra tristezza (emozione) e così via.

Le emozioni negative intense (es. elevati livelli di tristezza, vergogna, colpa o ansia), inoltre, possono essere così dolorose e invalidanti da interferire con le capacità della persona di pensare chiaramente alla soluzione del problema.

Possiamo considerare i disturbi emotivi, dunque, come il prodotto di circoli viziosi che mantengono i sintomi nel tempo. E’ possibile supporre che senza tali meccanismi di mantenimento, la persona troverebbe da sola la soluzione alle sue difficoltà psicologiche utilizzando la capacità di risoluzione dei problemi (problem-solving) insita nell’essere umano.

Ansia, paura, vergogna, colpa, rabbia, imbarazzo, sono emozioni che proviamo tutti molto spesso, ma se esse sono troppo intense o durature rispetto alla situazione nella quale ci troviamo, non sono più un’utile guida, bensì un ostacolo al vivere quotidiano.

Per esempio, se una discussione con qualcuno ci fa star male per molto tempo, se piccole imprecisioni nelle cose che facciamo ci fanno sentire delle nullità, se compiere attività quotidiane, come fare la spesa o parlare con i colleghi di lavoro genera un’ansia, se le osservazioni degli altri ci fanno sentire sbagliati come persone siamo probabilmente di fronte ad un disagio psicologico che può giovarsi di un intervento professionale.

La Psicologia, fin dagli albori, si è occupata dei problemi emotivi. In questi ultimi anni possiamo realmente affermare di possedere una serie di strategie efficaci e rigorose, grazie ai passi avanti che la scienza ha fatto con le tecniche di neuroimmagine e dei meccanismi di funzionamento del cervello da un punto di vista chimico e organico.