Cosa fa lo psicologo

Il primo colloquio costituisce un momento di conoscenza reciproca e uno spazio all’interno del quale la persona è libera di esporre dubbi, emozioni, bisogni, disagi, richieste o problematiche personali.

Spesso è anche un momento utile per svelare dubbi e pregiudizi relativi al trattamento psicologico. Contrariamente a quanto si crede comunemente, lo psicologo non fa cadere dall’alto risposte e soluzioni. Il lavoro è fatto assieme, è una collaborazione.

Se si stabilisce di cominciare un percorso terapeutico, le successive 4 o 5 sedute (cambia molto caso per caso) hanno lo scopo di esplorare nel modo più dettagliato possibile la situazione esposta e il suo contorno. Lo scopo di questa fase è quella di individuare obiettivi comuni realistici e raggiungibili, che possano portare a una acquisizione di maggior benessere e minore disagio.

In genere si procede con una “consulenza psicologica” quando l’obiettivo concordato è quello di soffermarsi su una specifica situazione di vita, come per esempio una maggiore comprensione o gestione pratica di una scelta o di un momento di crisi.

Si procede invece con una “psicoterapia” quando invece il disagio della persona, pervasivo e clinicamente significativo, è fondato su difficoltà psicologiche ed emotive ricorrenti e più profonde.

La consulenza, in quanto processo di definizione della situazione problematica e di esplorazione delle risorse ed opzioni per gestirla, si articola un ciclo di incontri, generalmente a breve termine, che terminano quando si arriva a un quadro dettagliato e completo dei possibili sbocchi risolutivi.

La psicoterapia, in quanto processo di consapevolezza, esplorazione di sé, cambiamento e maturazione della struttura globale e profonda della personalità, prevede invece un percorso più a lungo termine, assolutamente variabile da persona a persona.

Il raggiungimento degli obiettivi rimane, in ogni caso, il parametro principale a partire dal quale si valuta e si concorda insieme l’interruzione degli incontri. Esso dipende in gran parte dalla collaborazione e dall’impegno attivo del paziente, anche al di fuori della seduta psicologica.

In generale la consulenza o la terapia si articolano con incontri fissi quindicinali, settimanali o bisettimanali, in accordo con gli obiettivi concordati con le risorse.
Quanto emerge in seduta è tassativamente protetto dal “segreto professionale”, senza eccezioni.